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All’inizio il VRS si presenta proprio come un comune raffreddore: naso che cola, un po’ di febbre e tossetta. Nei neonati e lattanti, però, bisogna fare attenzione a come evolve nei primi 3-5 giorni. I segnali che devono farti insospettire e chiamare subito il pediatra riguardano la respirazione: se noti che il bambino respira molto più velocemente del solito, se le narici si allargano ad ogni respiro o se il torace “rientra” sotto le costole quando inspira (rientramenti intercostali). Anche se fa molta fatica a poppare o appare insolitamente sonnolento e privo di forze, è bene farlo visitare senza attendere.
Il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) può causare sintomi simili a quelli di un comune raffreddore, come naso chiuso o che cola, tosse, starnuti e febbre. Nella maggior parte delle persone l’infezione si risolve spontaneamente in circa una settimana.
La differenza principale riguarda alcune persone più fragili, come neonati, anziani o soggetti con patologie preesistenti, nei quali il virus può coinvolgere le vie respiratorie inferiori e provocare difficoltà respiratoria, bronchiolite o polmonite. In caso di sintomi importanti è sempre consigliabile rivolgersi al medico per una valutazione.
In realtà non si tratta di un vaccino tradizionale, ma di una protezione ad anticorpi monoclonali. La differenza è semplice: invece di stimolare il corpo del bambino a produrre da solo le difese (cosa che richiede tempo), gli si somministrano direttamente gli anticorpi già pronti per combattere il virus. Viene somministrato con un’unica iniezione all’inizio della stagione del virus (in genere a inizio autunno) o direttamente in ospedale alla nascita per chi nasce tra ottobre e marzo. Garantisce una copertura immediata che dura per tutta la stagione epidemica (circa 5 mesi) e riduce drasticamente il rischio di ricovero.
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Sì, il VRS può essere trasmesso anche nei giorni successivi alla comparsa dei sintomi. La contagiosità è generalmente maggiore nella fase iniziale dell’infezione, ma il virus può rimanere presente nelle secrezioni respiratorie per diversi giorni, soprattutto nei bambini piccoli.
Per proteggere fratellini, nonni e persone più fragili è consigliabile mantenere una buona igiene delle mani, evitare di condividere oggetti personali e limitare i contatti ravvicinati durante la fase sintomatica.